Resta in silenzio nel carcere di Modena Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto con l’auto numerosi pedoni nel centro storico della città, provocando otto feriti, quattro dei quali in gravi condizioni. L’uomo, arrestato con le accuse di strage e lesioni aggravate, avrebbe riferito ai magistrati soltanto di trovarsi in uno stato di forte confusione.
Mentre proseguono le indagini, emergono dettagli sul passato del giovane e sul suo stato psicologico. Secondo quanto ricostruito, già nel 2021 avrebbe inviato alcune e-mail dai toni violenti ai vertici dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove si era laureato in Economia. Nei messaggi manifestava rabbia, frustrazione e disagio legati soprattutto alla difficoltà nel trovare un impiego stabile e coerente con il proprio percorso di studi.
Parenti e conoscenti descrivono un uomo molto isolato, segnato da scatti d’ira, ossessioni e da una vita sociale quasi assente. Secondo quanto riferito dalla famiglia, il 31enne trascorreva gran parte delle giornate chiuso nella propria stanza, davanti al computer o alla televisione, alimentando un forte senso di frustrazione.
I familiari hanno raccontato agli investigatori che Salim El Koudri si sentiva discriminato e convinto di non riuscire a trovare lavoro a causa delle proprie origini marocchine. Dopo alcune esperienze lavorative saltuarie, era disoccupato da circa un anno.
Nel 2022 gli sarebbe stato diagnosticato un disturbo schizoide della personalità, elemento ora al centro delle valutazioni degli inquirenti insieme alla ricostruzione del movente che avrebbe portato alla tragedia avvenuta lungo via Emilia.
ph credi ansa
