Torino, Fabio Colapietro ucciso e fatto a pezzi: tre persone fermate




Il 39enne, residente a Settimo Torinese, è stato trovato in un appartamento di via Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria. L'allarme era scattato dopo la telefonata di una madre al 112: “Mio figlio ha fatto del male a una persona”

È una vicenda dai contorni ancora da chiarire quella che ha portato alla scoperta del corpo di Fabio Colapietro, 39 anni, residente a Settimo Torinese, trovato nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre in un appartamento di via Gulli, a Torino.

Il cadavere era stato fatto a pezzi e nascosto all'interno di grossi sacchi neri nel bagno dell'abitazione. Accanto ai resti sono stati trovati anche alcuni coltelli. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile, la Polizia scientifica e il medico legale.

La telefonata al 112

L'indagine è partita intorno alle 23, quando una donna ha chiamato il numero di emergenza spiegando che il figlio aveva fatto del male a una persona.

Gli agenti hanno raggiunto la donna, che si trovava con il figlio, un giovane di 26 anni. Sarebbe stato proprio lui a indicare agli investigatori il luogo in cui si trovava il cadavere: non nell'abitazione della madre, ma dall'altra parte della città, in via Gulli.

Quando i poliziotti sono arrivati nell'appartamento, hanno fatto la macabra scoperta.

Il corpo nascosto nell'appartamento

L'abitazione di via Gulli era occupata da una donna, un'insegnante, che secondo le informazioni diffuse dagli inquirenti sarebbe stata tra le persone ascoltate durante le prime fasi dell'indagine.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i rapporti tra la vittima e le persone che frequentavano l'appartamento e, soprattutto, di stabilire dove sia avvenuto l'omicidio.

Tra gli elementi ancora da chiarire c'è infatti la possibilità che Fabio Colapietro sia stato ucciso proprio nell'abitazione di via Gulli oppure che il corpo sia stato trasportato lì successivamente.

Tre persone fermate

La svolta nell'inchiesta è arrivata nella tarda serata del 25 settembre.

La Procura ha disposto il fermo di tre persone: un uomo, ritenuto gravemente indiziato dell'omicidio e della soppressione del cadavere, e due donne, indagate per favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.

I provvedimenti dovranno ora essere sottoposti alle valutazioni dell'autorità giudiziaria. Le responsabilità individuali dovranno quindi essere accertate nel corso del procedimento.

Le indagini proseguono

Restano ancora diversi interrogativi da chiarire, a partire dal movente e dalla dinamica dell'omicidio.

Gli investigatori stanno ricostruendo gli ultimi momenti di vita della vittima e stanno verificando il ruolo delle persone che gravitavano intorno all'appartamento.

Una vicenda iniziata con una telefonata al 112 e rapidamente trasformata in un'indagine per omicidio, che ora dovrà chiarire responsabilità, dinamica e motivazioni.

Fabio Colapietro è stato identificato, ma saranno gli accertamenti investigativi e giudiziari a stabilire con precisione cosa sia accaduto e quali siano le responsabilità delle persone fermate.


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