Catania, tenta di strangolare la compagna durante una videochiamata: arrestato 30enne per tentato femminicidio
Una violenta aggressione domestica è stata interrotta grazie al coraggio e alla prontezza di alcune amiche della vittima. Un 30enne è stato arrestato a Catania con l'accusa di tentato femminicidio, dopo aver aggredito brutalmente la compagna mentre la donna era in videochiamata.
L'uomo si trova ora in carcere, mentre la vittima è ricoverata in ospedale con gravi ferite.
L'allarme lanciato dalle amiche
Secondo quanto ricostruito, la donna stava parlando in videochiamata con alcune amiche quando il compagno avrebbe iniziato a colpirla violentemente, arrivando anche a stringerle le mani attorno al collo nel tentativo di strangolarla.
Le amiche, assistendo in diretta ai primi momenti dell'aggressione, hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine.
Gli agenti della Polizia si sono precipitati davanti all'abitazione della coppia ma, non ricevendo risposta, hanno richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco per poter entrare nell'appartamento.
Trovato a letto mentre fingeva di dormire
Una volta all'interno dell'abitazione, i poliziotti hanno trovato il 30enne a letto, dove avrebbe cercato di simulare di essere addormentato.
Accanto a lui si trovava la compagna, con il volto tumefatto e numerose lesioni evidenti.
La donna è stata affidata ai sanitari del 118 e trasportata d'urgenza in ospedale.
Gravi lesioni, ma la donna è fuori pericolo
Gli accertamenti medici hanno evidenziato un quadro clinico particolarmente serio.
La vittima presentava segni compatibili con lo strangolamento, la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico con emorragia cerebrale.
Nonostante la gravità delle ferite, dopo le prime cure è stata dichiarata fuori pericolo di vita, pur rimanendo ricoverata per le conseguenze dell'aggressione.
Indagini in corso
Secondo le prime informazioni, il 30enne sarebbe il figlio del 56enne che lo scorso 2 aprile, appena uscito dal carcere, avrebbe accoltellato l'ex moglie nel quartiere Picanello di Catania.
Gli investigatori stanno ora ricostruendo l'intera dinamica dell'accaduto.
Si ricorda che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell'indagato potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.
